Impianti di termoventilazione per teatri
Molti di questi locali necessitano di un rinnovamento degli impianti in modo da metterli
in regola non solo con le norme, ma anche con la più opportuna e razionale graduazione
dei parametri che controllano il benessere nelle varie zone. Queste sono molteplici e
tutte con caratteristiche proprie.
Iniziamo dall’atrio di ingresso che dovrà avere una temperatura di rottura diciamo
intermedia tra quella esterna e quella della sala; esiste poi il problema della frequente
apertura e chiusura delle porte di ingresso con conseguenti fastidiosi movimenti di aria e
correnti fredde.
Ci sono le casse con personale che è obbligato a stare fermo, mentre il pubblico ancora
vestito "da esterno" ha addosso cappotti e pellicce in attesa di esser depositati in
guardaroba, il quale, accogliendo centinaia di capi di abbigliamento appena tolti di
dosso, necessita di ricambi d’aria onde evitare accumuli di odori. Ricapitolando l’atrio
necessita di ricambio d’aria e sovrapressione in modo da impedire entrate indesiderate di
aria fredda esterna e per alimentare l’espulsione dal guardaroba. Si calcolerà il
riscaldamento a totale aria esterna con controllo della temperatura in modo continuo e
valvole modulanti. La temperatura sarà attorno ai 16-18°C.
Per le casse ed il personale ad esse preposto, si potrà aumentare la temperatura con
pedane calde dove appoggiare i piedi o elementi radianti per riscaldare con effetto di
irraggiamento. Dai guardaroba opportuni estrattori d’aria provvederanno ad evitare
ristagni, garantendo circa 3-5 ricambi ora; altra aria uscirà, per sovrapressione, dalle
porte di ingresso, contrastando pertanto l’aria fredda e funzionando da sbarramento
termico.
Entriamo dunque nella sala vera e propria e più precisamente nella platea dove le
condizioni saranno le stesse di tutti i luoghi di spettacolo come teatri e cinematografi.
Daremo quindi 20°C e 32 mc per persona come si conviene. Il riscaldamento sarà
ottenuto con termoventilatori a ricircolo semplicemente in grado di fornire le calorie
necessarie, mentre il ricambio come vedremo, sarà affidato ad altre apparecchiature
dislocate in altre zone.
La regolazione potrebbe anche essere tutto-niente, ma è consigliabile che sia modulante,
unicamente per evitare sensazioni di movimento d’aria che inevitabilmente si avvertono
con la regolazione tutto-niente.
Si sa che il calore sale verso l’alto e pertanto, a prima vista, non ci dovrebbero essere
problemi per il riscaldamento dei palchi, come almeno avveniva nei vecchi impianti;
invece questi per propria natura essendo chiusi, necessitano di ricambio d’aria che viene
prelevata dal vuoto della sala e dopo aver "lavato" il palco, attraverso bocchette di
passaggio va verso i corridoi dei vari piani. Ogni corridoio sarà riscaldato con semplici
mobiletti; ovviamente incassati nei muri e nascosti alla vista, mentre uno o più estrattori
(sempre per piano) aspirano ed espellono l’aria in forma diretta oppure, e sarebbe meglio
se le altezze lo consentono, per mezzo di un ribassamento del soffitto o canale di
aspirazione dai vari palchi.
Poiché i piani sono molteplici , si avrà per ognuno di essi una singola estrazione che
dovrà essere regolata, relativamente alla portata, in funzione dell’altezza a cui si trova il
piano. Il totale dei metri cubi estratti, ripartiti come detto prima tra i vari piani in forma
graduata, dovrà corrispondere al numero delle persone totali presenti, moltiplicato per 32
(che rappresenta il numero minimo di legge dei metri cubi all’ora per ogni persona).
Ovviamente sarebbe meglio prevedere una portata maggiore d’aria in modo da disporre
non solo come ricambio, ma anche come raffrescamento nelle mezze stagioni, il tutto
con la possibilità di graduare il volume con diversi gradini; questo permette di estrarre
l’esatta quantità d’aria senza sprechi, in funzione delle effettive presenze di pubblico,
cosa che altrimenti non sarebbe possibile se le portate fossero fisse e quindi con spreco
di calorie.
Tutta l’aria di ricambio è consigliabile che sia prelevata dal tetto per diversi motivi;
prima di tutto ci sarà più facilità di aspirazione, poi l’aria sarà più pulita che non a livello
strada, inoltre, essendo immessa dall’alto, anzi pompata dall’alto, contrasterà la salita
dell’aria calda interna, impedendo la stratificazione.
È evidente che l’aria non sarà immessa totalmente fredda, prima sarà filtrata e poi
riscaldata al giusto livello con valvole motorizzate a tre vie. È evidente che se l’aria
fosse troppo calda avrebbe la tendenza a restare in alto, al contrario se fredda
precipiterebbe verso la platea causando correnti d’aria e malessere; solo una precisa e
calibrata regolazione garantirà una giusta pioggia di aria di ricambio che via via viene
esaurita ed eliminata dall’aspirazione dei vari ordini di palchi.
Altra zona da trattare è il palcoscenico. Esso non necessita di grossi ricambi d’aria; ha
bisogno di temperature diverse da quelle della sala in quanto gli attori ed i cantanti
hanno sovente abbigliamenti di scena ora leggeri ora pesanti; inoltre l’altezza notevole
del locale a causa degli scenari da fare salire e scendere, impone termoventilatori a
ripresa bassa per evitare stratificazioni. Dovremo avere inoltre attenzione alla
distribuzione dell’aria per evitare che movimenti incontrollati provochino fluttuazioni
degli scenari.
Non è necessaria una presa di aria esterna a causa del basso numero di persone presenti e
per l’ampiezza del locale in diretta comunicazione con la sala.
Altri vani interessanti al fine del trattamento d’aria sono i camerini degli attori che
richiedono buone possibilità di poter variare la temperatura in funzione dei desideri degli
occupanti e quindi in forma indipendente da stanza a stanza; anche i ricambi d’aria sono
importanti per garantire salubrità ed eliminare effluvi di fiori, profumi e odori dei vari
ingredienti cosmetici per il trucco.
Ancora un ambiente a caratteristiche proprie è il foyer: come trattare a termoventilazione
questo ambiente? È ovvio che le macchine più apprezzate sono quelle a più intensità di
portata d’aria, sia come immissione sia come estrazione in quanto permettono di
graduare i ricambi al numero di persone presenti in loco e variabili in funzione del
momento. Quando la sala è più affollata e le macchine del caffè funzionano al massimo,
allora gli estrattori daranno la portata più alta, mentre prima che arrivino gli spettatori
saranno spenti e il funzionamento sarà a ricircolo d’aria. Anche in questo caso la
regolazione dovrà essere modulante per adeguarsi a queste curve di utilizzo un po’
anomale, repentine e saltuarie. I ricambi saranno quelli di legge, ma è consigliabile avere
a disposizione una riserva di un buon 50% in più infatti la temperatura potrebbe salire
molto rapidamente per l’apporto subitaneo delle persone e pertanto per mantenere un
buon benessere potrebbe servire espellere grandi quantità di calore endogeno in attesa di
una stabilizzazione climatica.
Abbiamo praticamente fatto il giro di tutto il teatro e per ogni zona assicurato la giusta
temperatura, il corretto ricambio d’aria e la posizione più idonea per l’immissione, la
ripresa e l’espulsione di ciascuna macchina.
Diciamo ancora che il controllo dell’umidità invernale non ha molta importanza, prima
di tutto per la limitatezza del tempo di soggiorno in questi ambienti, poi proprio per
l’apporto di umidità delle persone e per il conseguente ricambio con aria esterna.
Per quanto concerne il condizionamento estivo va detto che non sovente viene richiesto
in quanto per lo più le stagioni liriche sono tipicamente invernali o primaverili; va però
segnalato che le condizioni di raffrescamento estivo sono più facilmente ottenibili. Prima
di tutto non esiste più lo spauracchio della stratificazione invernale e poi i carichi termici
sono praticamente solo quelli relativi ai ricambi d’aria essendo praticamente ridottissime
le dispersioni e nullo l’irraggiamento solare.
Tenendo conto di quanto descritto e con pochi calcoli non sarà difficile effettuare lo
studio per questo tipo di locali, unicamente sarà necessario prestare attenzione alla
posizione da attribuire a ciascuna macchina di termoventilazione e soprattutto scegliere i
modelli silenziosi e a più regolazioni di portate onde ottenere la possibilità di
adeguamento alle varie situazioni ed ai differenti impieghi.