Impianti di termoventilazione per alloggi
Ecco qui la pianta di un piano tipico dell’edilizia e architettura italiana del momento.

Esso può fare parte di un condominio articolato secondo preferenze e cioè a molti piani
(torre), a pochi piani con grande sviluppo orizzontale, o a schiera secondo le modalità
ricorrenti.
L’impianto ad aria ipotizzato è del tipo autonomo, cioè con propria centrale di
produzione dell’acqua calda come è oggigiorno richiesto, anche se a parere nostro questo
è un sistema costoso, pericoloso ed involutivo rispetto alle caldaie centralizzate che si
usavano alcuni anni fa, o rispetto al teleriscaldamento futuro.
Comunque nulla toglie alla progettazione l’alimentazione con caldaietta, in quanto
identico sarebbe lo studio anche con altra provenienza del fluido termico.
La distribuzione dell’aria, il "nuovo" veicolo del benessere, avviene come si nota con
grade semplicità e con una elementare plafonatura, cioè ribassamento del soffitto del
corridoio; essendo infatti tutte le stanze disposte attorno al disimpegno ed essendo tutte entro un raggio di pochi metri, sarebbe assurdo fare ricorso a canali che unicamente
complicherebbero la vita a tutti, con grande spreco di denaro e risultato talora dubbio.
La "macchina" per riscaldamento, il termoventilatore, può trovare posto in qualsiasi
posizione purché disposta sul perimetro del plafone, in modo da potervi insufflare l’aria
in circolazione. Noterete alcune proposte, ciascuna delle quali ha caratteristiche tali da
poterla fare preferire a seconda delle situazioni; si può prevedere la macchina in alto a
soffitto, come sempre per i modelli CA, sopra la porta di ingresso. Ottima posizione, con
il vantaggio di offrire l’ispezione agli organi interni dalla parte esterna dell’alloggio e
quindi anche in assenza degli utenti; richiede la costruzione di uno sportello,
incorporabile nel portoncino di ingresso, a meno di lasciare in vista lo stesso portello del
CA; ottima la distribuzione dell’aria e diretta la presa di aria esterna tramite passaggio
dal pianerottolo nel cassonetto.
Si può prevedere la macchina in alto sulla porta della cucina, soluzione tipica come pure
prevederla nel bagno. In ogni caso il disegno squadrato dell’apparecchio con una
piacevole verniciatura a smalto tinta sahariana, non stona con i dispositivi che
abitualmente si trovano in questi ambienti.
I comandi della macchina, termostato ambiente e variatore delle 5 velocità sono presente
su un unico quadruccio TR.2000 che deve essere sistemato a parete a circa mt.1,50 da
terra ed in un ambiente "pilota", rappresentativo cioè delle temperature desiderate.
Vanno scartati il corridoio, il bagno e la cucina.
Come si nota dai disegni in ogni caso la lunghezza delle tubazioni che conducono
l’acqua calda è estremamente contenuta e la loro posa richiede pertanto pochissimo
tempo. C’è di più che il tracciato delle tubazioni può essere realizzato interamente a
parete e pertanto lasciare totalmente liberi i pavimenti; questo fatto è di estrema
importanza, specialmente per l’impresa edile, la quale è libera di programmare la posa
dei pavimenti indipendentemente dalle tubazioni del riscaldamento, mentre altro
vantaggio è dato dal minor rischio di avere tubi entro pareti e non sotto pavimenti, con
rischio di movimenti per il calore.
Altro vantaggio è la prefabbricabilità di tutte le tubazioni in officina e poi posate in
cantiere per la definitiva sistemazione e questo dal punto di vista del risparmio di tempo
per il tubista è notevole.